Feste e Manifestazioni

 

Grammichele è ricca anche di sagre di prodotti tipici, eventi culturali, manifestazioni folkloristiche, feste religiose, fiere e mercatini.

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Passione di Cristo

Il venerdì santo

Rievocazione della Passione di Cristo a Grammichele il venerdì santo. La maestosa piazza di Grammichele si accende di “Passione”; in scena la storia di Gesù Cristo dall’entrata gloriosa a Gerusalemme fino alla resurrezione, passando per la condanna a morte e la crocifissione resa scenicamente per la prima volta e sarà una passione di Cristo "esagonale"! Sarà la meravigliosa piazza esagonale il palcoscenico “naturale” di questo grande evento. “Le scene che vanno dall’entrata di Gesù a Gerusalemme fino alla condanna a morte prenderanno luogo tra il sagrato della chiesa Madre e il palazzo comunale, la via crucis, dove Gesù incontrerà sua madre, il cireneo, la veronica e le pie donne, si svolgerà lungo “la salita” di corso Roma, che porterà, in cima, alla chiesa S. Addolorata (meglio conosciuta come Chiesa Calvario) dove, immaginando di essere sul golgota, il cristo verrà crocifisso.
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Festa di San Michele

06 / 08 maggio

La festa dei Santissimi Patroni, San Michele Arcangelo e Santa Caterina, si svolge a Grammichele il 6, 7 e 8 maggio. Giorno 6 una processione composta dalle confraternite del paese e dalle autorità civili si reca presso la chiesa dell'Immacolata per prelevare la statua della Vergine e condurla alla chiesa madre. Durante i tre giorni dei festeggiamenti si susseguono le celebrazioni eucaristiche e il triduo dedicato ai santi. Giorno 8, particolarmente sentita è la messa cantata di mezzogiorno. All'imbrunire suggestiva appare l'uscita dei Santi Patroni e della Vergine. L'atmosfera è da favola: ai tradizionali giochi pirotecnici si susseguono lanci di mongolfiere, bigliettini multicolori inneggianti i Santi Patroni e i famosi palluna di San Michele decorati da artigiani locali, il tutto accompagnato da un continuo scampanellio delle campane della Chiesa Madre e dai fedeli imploranti lodi a San Michele e Santa Caterina. Il feretro dei Santi percorre le vie del centro storico cittadino. I Santi Patroni accompagnano l'Immacolata nella sua dimora abituale salutandola con fuochi d'artificio che continuano a ritmo più intenso all'arrivo nella magnificente piazza Carlo Maria Carafa.

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Festa della Madonna del Piano

06 / 08 settembre

Ogni anno il 6, 7 e 8 settembre fede, tradizione e folclore s'incontrano a Grammichele (CT) in occasione dei festeggiamenti della Madonna del Piano. Dagli stand gastronomici a quelli culturali, diversi i momenti dedicati all'arte, alla degustazione dei prodotti tipici locali, spettacoli e sport. Quotidianamente tantissimi fedeli vi accorrono per partecipare con sincera devozione alle cerimonie liturgiche celebrate nell'accogliente santuario della Madonna del Piano. Culmine delle manifestazioni religiose la processione notturna (o flambeau) di giorno 8. Una scenografica e suggestiva scia di luci che lentamente percorre il tortuoso tragitto di Piano Croce accompagnando l'effige della Madonna in un alternarsi di canti, preghiere corali e variopinte fiaccolate. Settembre per i grammichelesi è, quindi, il mese della devozione. Le parrocchie organizzano, infatti, processioni notturne che dal paese si spingono verso il luogo sacro. Particolarmente commovente è , poi, la messa celebrata in onore degli ammalati. Per devozione, inoltre, ogni giorno, gruppetti di fedeli, percorrono, a volte anche scalzi, i due chilometri che separano Grammichele dal vecchio borgo medievale di Occhiolà. Tra le antiche usanze ancora oggi vive nella tradizione popolare, il viaggio de' "virgineddi": pellegrinaggio organizzato dai fedeli con la partecipazione di 12 o più fanciulle volto a ringraziare e lodare la Vergine Maria per le grazie ricevute. L'omaggio si conclude con il pranzo delle verginelle anticamente ingioiellate per l'occasione. A far da cornice ai festeggiamenti religiosi, il sabato si svolge la Sagra della salsiccia, con la degustazione del prodotto alimentare tipico della tradizione grammichelese tanto decantato dalle buone forchette nostrane e non accorse al Piano per l'occasione. Il pomeriggio del 7 è inoltre dedicato al folclore articolato in due differenti momenti: a "rutta de' pignatti" e "a pigghiata d'antinna" o "albero della cuccagna". Spettacolo pirotecnico davvero inedito, la luminaria della Madonna del Piano.
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Presepe vivente al Parco archeologico di Occhiolà

26 dicembre / 07 gennaio

Presepe vivente nello splendido scenario del Parco Archeologico di Occhiolà durante il periodo natalizio. Un affascinante viaggio nel tempo, nel dicembre 1692, alla scoperta del borgo medioevale di Occhiolà, distrutto dal terremoto del 11 gennaio 1693. Occhiolà, rivive in occasione del Natale: gli occhiolesi condurranno i visitatori in un viaggio indietro nel tempo, mostrando loro come si viveva a quel tempo e raccontando la storia di quel luogo che oggi non vive più, offrendo loro la possibilità di gustare, lungo il percorso, pietanza tipiche. Il percorso all'interno del Parco si sviluppa attraverso l'antica via che dalla piazza principale del paese portava al Palazzo baronale. Attualmente lungo la via si possono ammirare i ruderi delle chiese e delle abitazioni degli occhiolesi. L'area archeologica di Terravecchia ha un'estensione di circa 130.000 mq. L'area ha restituito diverse bellezze artistiche uniche per la loro importanza storica, dai corredi funebri delle necropoli alle statuette votive dei santuari dedicati a Demetra e Kore, alle strutture abitative pertinenti all'insediamento siculo-greco della presunta Eketla che nel V secolo a.C. partecipò alla confederazione sicula voluta da Ducezio. La città si sviluppava sui vari poggi della contrada e occupava una posizione strategica in quanto da qui si poteva controllare la via di comunicazione che univa la Piana di Catania a quella di Gela. Eketla fu distrutta dai Romani durante la prima guerra punica (264-241 a.C.). I poggi della contrada di Terravecchia, in seguito, furono occupati dalla città medievale di Occhiolà, il cui sito fu istituito a Parco Archeologico nel 1996. Occhiolà era il feudo del principe Carlo Maria Carafa Branciforte, distrutto l'11 gennaio del 1693 da un terremoto che interessò la Sicilia orientale.