Le Chiese

Le Chiese di Grammichele

Chiesa Madre


La Chiesa Madre di Grammichele, dedicata ai santi patroni Michele e Caterina, si affaccia sul salotto della città, Piazza Carlo Maria Carafa, e ne rappresenta un gioiello dal punto di vista architettonico, e non solo. Fu Andrea Amato, architetto e scultore messinese, a progettarla, e nei primi anni, quelli cruciali, fu Onofrio Grosso, il capomastro. La prima pietra fu posta nel 1724, anche se la città fu fondata nel 1693 e l’inaugurazione della chiesa avvenne nel 1757 (si legge sul portale laterale della Matrice, che dà sul Corso Roma), i lavori di completamento e di abbellimento finirono nel 1798. La chiesa è costruita in stile tarbo barocco, la facciata presenta tre ordini, a carattere ascensionale, all’interno la chiesa ha una tipica disposizione a croce latina e a 3 navate. Particolarmente d’impatto è la cupola alta 39 metri dal pavimento della chiesa. La Chiesa Madre possiede dipinti del ‘600 e del ‘700 fra i quali si trovano quelli di S. Caterina d’Alessandria (proveniente da Occhiolà) e della Madonna del Rosario. La dedica della chiesa a S. Michele Arcangelo è legata al fatto che, all’epoca della fondazione, venne introdotto il culto di Michele quale protettore dai terremoti. Al suo interno si possono anche ammirare: la maestosa cupola istoriata, gli altari marmorei finemente decorati e il prospetto originale, disegnato dall’architetto Carlo Sada.

Chiesa di San Leonardo


La Chiesa di San Leonardo è la prima chiesa in muratura costruita nella città. Nel 1713 infatti era già pronta per il culto, anche se in una versione più piccola di quella presente ora. La Chiesa è praticamente unita alla Matrice, sorge legata all’abside della Chiesa Madre, e quindi vicinissima alla Piazza, la parte superiore della facciata è rimasta chiaramente incompiuto, e mostra la muratura rimasta allo stato iniziale, ma conserva comunque un certo fascino. Di particolare pregio è l’altare maggiore, e il Cristo Crocifisso, realizzato nel Seicento, portato direttamente dai profughi di Occhiolà nella nuova città. L’opera è di autore incerto (probabilmente da attribuire a Giovan Francesco Pitorno meglio noto come frate Umile da Petralia).

Santuario della Madonna del Piano


Il santuario della Madonna del Piano sorge a 4 chilometri dalla città, sul fianco di una collina, e fu innalzato nel XV secolo. Rimase miracolosamente indenne al terremoto del 1693, ed è luogo di culto e di pellegrinaggio per tutti i grammichelesi, ma anche teatro di una delle feste più importanti dell’anno: quella che ogni anno il 6, 7 ed 8 settembre, festa della Madonna del Piano. La Chiesa piccola ma particolarmente bella, all’esterno presenta un portale in pietra arenaria, compreso in due lesene, e sormontato da una finestra centrale e al culmine della costruzione una piccola cella campanaria ed una croce. All’interno della Chiesa, splendidamente decorato in stile Barocco, troviamo tantissimi affreschi raffiguranti diversi Santi, ma soprattutto la copia di una tela che raffigura la Madonna del Piano, l’originale, antico e prezioso quadro, andò distrutto in un incendio, o forse trafugato (secondo Giovanni Gianformaggio, importante storico locale). A poche centinaia di metri dal Santuario troviamo una grande croce, fatta erigere nel 1686 direttamente dal fondatore di Grammichele, il principe Carlo Maria Carafa che probabilmente era stata costruita come meridiana, per indicare l’ora della recita dell’Angelus

Chiesa di Sant’Anna


Ai tempi di Occhiolà non esisteva nessuna chiesa intitolata a S. Anna, bensì una chiesa dedicata a S. Venera, che si trovava nel centro dell’abitato a qualche centinaio di metri dalla Chiesa S. Leonardo. La chiesa era di piccole dimensioni, secondo lo studioso Angelo Amato era la più ricca di arredamenti sacri e aveva tanti quadri, di cui due sono conservati a Grammichele proprio nella Chiesa di S. Anna: la Sacra famiglia con S. Anna e S. Gioacchino e la Madonna Odigitria o d’Itria. La chiesa di Sant’Anna dopo la sua costruzione ha subito vari restauri: nell’anno 1881 furono restaurate le tettoie, gli archi della cupoletta e i muri, nell’anno 1884 fu fusa la campana media da Nicolaus Salvatori, nello stesso anno altra piccola campana fu fusa da Francesco Gerbino, nel 1975 dopo il terremoto, che tra l’altro aveva causato la caduta in strada della campana grande, si sostituì la vecchia pavimentazione a rombi di “scaglietta” con l’attuale pavimentazione in granito con tappeto centrale. Superata la robusta porta di mogano, si ha una visione panoramica dell’unica navata, composta probabilmente nel 1782.

Chiesa di San Rocco


Esisteva già nel 1726, fu costruita dai primi occhiolesi appena arrivati nel quartiere più antico della città di Grammichele. In realtà la Chiesa di San Rocco è stata per molto tempo una piccola costruzione, dov’è l’attuale Chiesa vi fu portato, in una baracca, il Santissimo consacrato inviato dal Carafa per dare la possibilità di celebrare le funzioni religiose, la prima costruzione di San Rocco fu una piccola cappella, poi ricostruita ed ampliata nel 1830, solo negli ’30 del Novecento la Chiesa fu completata.

Chiesa di San Raffaele Arcangelo


La Chiesa sorge in periferia, vicino all’attuale Istituto Tecnico Commerciale e alla SS124 che porta a Caltagirone. Costruita in ricordo dell’omonima Chiesa che sorgeva ad Occhiolà, nei primi decenni dalla sua costruzione, Sant’Arcangelo (com’è chiamata popolarmente) faceva parte di un romitorio. All’inizio del secolo scorso la Chiesa subì diversi danni, e negli anni ’40 fu ricostruita ex novo.

Chiesa del Calvario


La Chiesa dell’Addolorata, chiamata ormai popolarmente “Calvario”, venne costruita a Grammichele nel 1717, negli anni ’70 dello scorso anno, visto l’intenso incremento demografico che si viene a creare subito dopo la seconda guerra mondiale, viene elevata a parrocchia. Ha subito molte trasformazioni, sulle pareti della chiesa erano appese le tradizionali 14 stazioni della via crucis, poi sostituite con le attuali figure in metallo. La Chiesa appare imponente alla città, essendo costruita su un piano più alto rispetto alla Piazza principale, e sorge sulla piazza intitolata allo storico sindaco, l’avvocato Vincenzo Morello. La facciata, molto semplice a 3 ordini, presenta una piccola particolarità: una nicchia centrale vuota che doveva contenere una statua di San Francesco.